Solo per docenti di scuole in Campania

Ottieni fino al 20% di provvigione per ogni gruppo di studenti che porti nei nostri campus business-partner negli Stati Uniti.

Due settimane di viaggio: inglese la mattina, business il pomeriggio. Come potrai intuire, non siamo la solita vacanza studio. Lo organizziamo noi di ABH in collaborazione con SVETATOUR: azienda che da vent’anni fa viaggiare oltre 20.000 studenti l’anno. Tu lo proponi alla tua scuola. Alla vendita, alla sicurezza e ai genitori pensiamo noi.

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Caro docente,

c’è un momento, ogni anno, in cui in sala docenti qualcuno dice: «Il viaggio? Lo organizza lui, come sempre.» Tutti si girano verso di te. E tu dici di sì. Forse ti senti quasi “costretto”… perché sai che se non lo fai tu, quei ragazzi quell’anno non partono.

Ti scrivo per questo.

Mi chiamo Felice Pannone, e se il mio nome non ti dice niente non importa: tra pochissimo ti racconto chi sono e cosa ho fatto, perché voglio che tu ti fidi dei fatti, non delle mie semplici parole. Prima però vorrei aggiungere un frammento importante, perché c’entra con te più di quanto pensi.

Ho cominciato da ragazzo, con una cartellina sotto il braccio, davanti alle sale docenti di questa regione. Mi guardavano come si guarda uno venuto a vendere qualcosa, e avevano ragione: ero quello. Eppure è lì, in quelle sale, che ho imparato la cosa più importante del mio lavoro.

Il viaggio non lo faceva partire la mia cartellina. Lo faceva partire quel docente che, finita la riunione, mi raggiungeva in corridoio e mi diceva piano: «Va bene. Lo propongo io ai miei. Mi manda tutto entro domani?»

Tu lo sai cosa viene dopo quella frase, perché ci sei passato. Le circolari. Le firme che mancano proprio il giorno della scadenza. La mamma che ti chiama alle dieci di sera perché «mio figlio non ha mai preso un aereo». Le ore da recuperare al rientro. Il parcheggio del pullman alle quattro del mattino, con il freddo, a contare le teste. E quella notte, là, in cui non chiudi occhio perché uno dei tuoi non risponde dalla camera.

Poi si torna. I ragazzi lo raccontano per mesi. I genitori ti fermano all’uscita per dirti grazie. E tu sorridi, perché in fondo l’hai fatto per quello.

Io ero dall’altra parte, e lo dico con tutto il rispetto che posso: ci ho costruito un’azienda sopra. A ventitré anni ho preso in mano quella di famiglia, e oggi facciamo partire oltre 20.000 studenti ogni anno. Non ce n’è uno che sia partito senza un docente che ha detto «lo propongo io». Eppure in vent’anni nessuno, me compreso, ti ha mai detto la verità fino in fondo: quello che fai per portare i tuoi ragazzi all’estero non è un favore che fai alla scuola. È un impegno “extra”. E un impegno “extra” merita di essere riconosciuto.

Per questo motivo ti scrivo io, e non un commerciale. Quello che trovi in questa pagina è la cosa più importante che abbiamo fatto in vent’anni, e l’ho pensata in quel corridoio.

So anche cosa ti arriva in casella da un paio d’anni. Non più solo il viaggio: un «piano». Livelli, avanzamenti, «porta un collega di un’altra scuola e sali di categoria». Se ti ha fatto storcere il naso, ti capisco: sei un docente, non un procacciatore. Se invece ci hai pensato, anche solo un attimo, non devi vergognartene.

Ecco. Questa pagina parte da qui. Dal tuo lavoro, chiamato col suo nome.

Una cosa sola prima di andare avanti, così leggi tranquillo. Non ti chiedo di firmare niente e non ti chiedo di convincere nessuno. Ti chiedo pochi minuti con un consulente ABH, al telefono o nella tua scuola, quando preferisci tu. E se in quella chiamata capiamo che la tua scuola sta meglio con una vacanza studio classica, te lo diciamo noi, e amici come prima.

Come promesso, i numeri. Perché le parole, fin qui, le ho usate tutte.

ABH nasce da Svetatour · Vent’anni con le scuole · Oltre 20.000 studenti l’anno · Forbes Italia 2021 · Ufficio a Baiano (AV)

Adesso che sai chi sono, posso dirti perché ti scrivo.

Il lavoro che nessuno vede

Fermati un secondo su quello che fai davvero ogni anno. Scegli l’operatore. Raccogli le adesioni. Rispondi ai genitori: a quelli preoccupati, a quelli che vogliono lo sconto, a quelli che ti chiamano alle dieci di sera. Prepari la riunione. Fai firmare le autorizzazioni. Parti. E per due settimane rispondi tu di venticinque adolescenti in un altro continente, ventiquattro ore su ventiquattro.

Non hai sbagliato niente. È così da sempre. Sono vent’anni che lo vedo fare.

Ma ecco il punto. Tutto questo lavoro lo fai per un prodotto che non è tuo. Che è uguale a quello della scuola accanto: stessa città, stesso college, stesse quindici ore di inglese, stessa foto davanti al Big Ben.

A te resta la responsabilità. All’operatore resta il margine. Ai ragazzi resta un attestato di frequenza e un album di foto.

Non è un giudizio: è il modello. Lo conosco bene, ci lavoro dentro da vent’anni. Ci metti la faccia, il tempo, le notti. E l’anno prossimo si ricomincia identico.

Poi c’è quella domanda che prima o poi un genitore ti fa in corridoio:

“Ma cos’ha imparato davvero mio figlio?”

E tu cosa rispondi? “Un po’ di inglese. Si è divertito.”

Non è colpa tua. La vacanza studio classica non è costruita per dare una risposta migliore. È costruita per riempire un pullman. Funzionava quando parlare inglese era un vantaggio. Oggi è un prerequisito, come saper usare un computer.

Se prima di proporre un viaggio ti fai queste domande, questa pagina è per te.

  • È solo una vacanza o c’è un progetto didattico?
  • Si può collegare all’orientamento?
  • Ci sono attestati?
  • Chi sono i formatori?
  • Come viene gestita la sicurezza?
  • Che materiali posso presentare ai genitori?

Ora immagina di rispondere a quel genitore così:

“Ha passato due settimane in un campus universitario americano. La mattina inglese, con certificato. Il pomeriggio ha lavorato su un progetto con esperti che fanno business ogni giorno. È tornato con il video del suo pitch e un’idea più chiara di cosa vuole fare nella vita.”

E immagina che il lavoro che fai ogni anno — adesioni, genitori, riunione, viaggio — questa volta venga riconosciuto. Da un’azienda con vent’anni di scuole alle spalle, un ufficio a pochi passi da te, e che ti risponde al telefono.

Cambierebbe qualcosa nel modo in cui lo proponi?

Prima di dirti cosa facciamo noi, guardiamo le strade che hai davanti. Sono tre.

1. Il nome famoso

Il grande operatore, quello del catalogo spesso. Lo scegli perché “non si sbaglia”: se qualcosa va storto, nessuno può dirti che hai scelto male. Ed è un valore, lo riconosco. Ma guarda cosa compri davvero. Lo stesso viaggio di tutti: città, college, quindici ore di inglese. La sede in un’altra regione, un numero verde, e tu che sei l’accompagnatore. Il nome famoso ti protegge dal giudizio. Non porta i tuoi studenti in un campus a fare business. E non riconosce niente a te.

2. Il “piano di avanzamento”

La novità degli ultimi anni. Ti danno un livello. Porti un collega di un’altra scuola, sali di categoria. Più ne porti, più sali: premi, benefit, qualche vantaggio sul viaggio. Qui devo essere onesto, perché sarebbe facile sparare sul piano e poi proportene uno. L’idea in sé non è sbagliata: se un docente ne convince un altro, quel viaggio nasce dal suo lavoro, ed è giusto che gli torni qualcosa. Il problema non è il meccanismo. È cosa ci mettono dentro. Ti pagano a punti. Un livello, un benefit, una categoria: parole che costano poco a chi le scrive e valgono poco a chi le riceve. Il tuo lavoro produce un ricavato in euro, e il riconoscimento ti torna in gettoni. Per salire devi correre tutto l’anno, e sotto il viaggio resta quello di sempre: le lezioni la mattina, l’attestato di frequenza, l’album di foto. La tua credibilità in collegio non cresce. Al massimo rischia.

So cosa ti stai chiedendo, quindi te lo dico subito: anche noi riconosciamo il lavoro di chi porta altri docenti. Ma in euro, come percentuale sul ricavato, fino al 20%. E su un programma che in collegio puoi difendere a testa alta. Come funziona esattamente te lo spiega il consulente nella chiamata, senza rischi.

Non fare niente

Legittimo. Ma a settembre il genitore in corridoio ti fa la stessa domanda, e la risposta è la stessa.

Noi non siamo una quarta strada. Dalla seconda prendiamo l’unica cosa giusta, riconoscere il tuo lavoro, e la facciamo in euro. Sotto ci mettiamo un programma che nessuna delle tre ha. E prima di spiegartelo, ti dico chi c’è dietro, perché la domanda “ma questi chi sono?” è giusta e voglio che tu la faccia adesso.

Chi c’è dietro

Primo pomeriggio, collegio docenti. Tocca a te.

“Quest’estate i nostri studenti hanno passato due settimane alla California State University. La mattina inglese, per livello, con certificato finale. Il pomeriggio il laboratorio American Mindset: in squadre di quattro, con esperti che fanno business ogni giorno. Ogni tappa aveva una domanda da portare a casa. Alla fine, un pitch in inglese davanti a un pubblico vero.“

Poi fai partire il video del pitch. E mostri il progetto, con i loro nomi sopra.

Il dirigente annuisce. I colleghi chiedono come si fa. I genitori che erano scettici ti fermano in corridoio per ringraziarti.

E tu non sei “quello che accompagna la gita”. Sei il docente che ha portato l’America a scuola. Il primo, nella tua città.

Il programma in due minuti

Così lo ripeti al dirigente senza guardare la brochure.

Dove

Campus universitari americani — California State University Channel Islands, Wagner College (New York), CATS Academy (Boston), Barry University (Miami) — e Fort Lauderdale/Orlando con una giornata alla NASA.

Quanto

14 giorni e 13 notti, partenza da Napoli, tra il 27 giugno e il 20 luglio 2027, ragazzi dai 13 ai 19 anni.

Cosa fanno in tutte e cinque le destinazioni:

15 lezioni d’inglese a settimana, tre al giorno per livello dopo il test d’ingresso. Laboratorio American Mindset nel pomeriggio, in squadre di 4-5 ragazzi, con esperti che fanno business ogni giorno. Tappe scelte per insegnare qualcosa: ogni tappa una domanda. Un pitch finale in inglese davanti a un pubblico.

Prima e dopo

Una consulenza per capire se è il programma giusto per ogni ragazzo. Un incontro in Italia prima della partenza, con i ragazzi e le famiglie: non parte uno sconosciuto. Dopo, un anno di incontri in Italia con la rete dei ragazzi partiti.

Chi li segue

Un Group Leader italiano ogni 10 ragazzi, assistenti del posto, sicurezza in campus 24 ore su 24.

Chi chiamano i genitori

Un referente ABH in Italia, con nome e numero diretto, aggiornamenti quotidiani. Non tu.

Cosa portano a casa

Campus universitari americani — California State University Channel Islands, Wagner College (New York), CATS Academy (Boston), Barry University (Miami) — e Fort Lauderdale/Orlando con una giornata alla NASA.

Cosa diamo a te per la scuola

La lettera per il dirigente, la scheda programma, la scheda sicurezza, la presentazione per la riunione genitori. E un consulente ABH che viene alla riunione con te.

Perché puoi difenderlo in collegio

Quando il dirigente o un genitore ti chiede “ma questi chi sono?”, la risposta la porti così com’è: ABH nasce da Svetatour, vent’anni con le scuole, oltre 20.000 studenti l’anno, Forbes Italia 2021, un ufficio in Campania. Sui percorsi PCTO ci lavoriamo da anni: se il programma può rientrare, te lo diciamo in consulenza.

E una cosa che per te vale più di tutte: non si prenota, si viene ammessi. Ogni famiglia passa da una consulenza. Se un ragazzo non è pronto, o il programma non è quello giusto per lui, glielo diciamo noi. Tu non proponi un catalogo a tutta la classe: proponi un percorso a chi può farlo.

La parte che un docente legge due volte

Torniamo a quella notte in cui non chiudi occhio perché uno dei tuoi non risponde dalla camera. Per due settimane, là, rispondi tu di venticinque adolescenti in un altro continente.

Con ABH, no.

Ogni partecipante parte con la Garanzia ABH, obbligatoria: assicurazione medica e bagaglio, RC professionale e RC verso terzi. Non è un’opzione che un genitore può saltare per risparmiare novanta euro: è nel programma e vale per tutti, dal primo all’ultimo del gruppo.

Il ragazzo che si fa male, la valigia che non arriva, il danno in camera: hanno già una copertura, un numero da chiamare e qualcuno che se ne occupa. Tu accompagni. Non rispondi di tutto.

Parliamo di soldi. Come si fa tra persone serie: tutto sul tavolo.

Cosa paga la famiglia

Entro il 21 dicembre: da 3.799 € (New York) a 4.099 € (California, con Las Vegas e Grand Canyon). Dopo, la quota sale di 100 € a ogni scaglione, fino a 300 € in più dopo il 21 febbraio.

Nella quota c’è tutto: volo da Napoli, campus, pensione, lezioni, libri, escursioni, Group Leader. A parte, scritte con l’importo: tassa d’iscrizione 170 €, tasse aeroportuali (da 80 a 180 €) e la Garanzia ABH, 180 € per i 14 giorni.

Il prezzo è bloccato il giorno dell’iscrizione. Il contratto arriva prima della firma. Te lo dico subito perché le prime domande dei genitori saranno tre: “quanto?”, “ci sono costi nascosti?”, “e se succede qualcosa?”. Devi rispondere senza cercare il foglio. Le risposte sono: questo, no, è coperto.

E chi si iscrive entro il 21 dicembre non ha solo il prezzo più basso. Diventa Membro Fondatore della prima edizione. Partecipa alla Cena dei Fondatori, con me e i Group Leader, prima della partenza. Entra per un anno nel club dei ragazzi partiti. Ha condizioni riservate per un fratello o una sorella l’anno dopo. Sono le cose che ti fanno chiudere le adesioni prima di Natale.

Cosa paga la famiglia

Te l’ho scritto in cima alla pagina. Ora te lo spiego, perché un numero senza spiegazione è una promessa, e io non ti faccio promesse. Non punti. Non benefit. Non il premio a fine anno. Una percentuale in euro sul ricavato dei viaggi che nascono dal tuo lavoro, fino al 20%. Il gruppo della tua scuola. E, se vorrai coinvolgere colleghi di altre scuole, anche i loro.

Un esempio, così è concreto. Dieci studenti della tua scuola partono per la California a 4.099 €. Il ricavato è 40.990 €. Al 20% sono 8.198 € riconosciuti a te. Dieci ragazzi. Lo stesso lavoro che fai ogni anno. Ma stavolta con un programma che alza la tua credibilità, e con il lavoro riconosciuto.

E sai qual è la cosa più importante? Non devi vendere niente. Proponi alla scuola quello che proporresti comunque. La consulenza con ogni famiglia la fa il consulente ABH, non tu. E se un collega di un’altra scuola ti chiede com’è andata, glielo racconti: non lo recluti.

Come si arriva al 20%, in quanto tempo, in che forma: te lo spiega il consulente nella chiamata, con i numeri davanti. Non lo scrivo qui perché dipende dalla tua scuola e dal tuo gruppo, e non voglio darti un numero generico. Con le scuole lavoriamo così da vent’anni: numeri chiari prima, non dopo.

Prenota la call: ti spieghiamo come si arriva al 20%

Chi decide, nella tua scuola, se un programma si può proporre agli studenti?

Sei tu (referente viaggi, orientamento o PCTO con delega)
Serve il dirigente
Vuoi coinvolgere un collega di un’altra scuola

Te lo dico chiaramente, perché è meglio saperlo prima.

  • Uno. La tua scuola è in Campania. Quest’anno lavoriamo solo qui, perché vogliamo esserci di persona: alla riunione, dal dirigente, al telefono. Il resto d’Italia dopo.
  • Due. Credi nel programma. Se cerchi la percentuale e basta, non fa per te: si vede, i genitori se ne accorgono, e la tua credibilità vale più di qualunque accordo.
  • Tre. Il gruppo parte da minimo 10 studenti. Scuola piccola? Si unisce a un’altra: lo vediamo in consulenza. I posti per partenza sono limitati e si assegnano in ordine di iscrizione.
  • Quattro. I tempi. Partenze tra il 27 giugno e il 20 luglio 2027. Prima scadenza per le famiglie: 21 dicembre. Tra riunione a scuola e adesioni serve almeno un mese. Fai i conti: la chiamata va fatta il prima possibile.

Cosa succede dopo la chiamata

Pochi minuti con il consulente: programma, sicurezza, Garanzia ABH, accordo, numeri.

Ricevi il materiale per il dirigente e per la riunione genitori.

Riunione a scuola. Il consulente viene con te.

Le famiglie fanno la consulenza con ABH e si iscrivono.

Firmi l’accordo. Il contratto lo leggi prima, come le famiglie. I tuoi ragazzi partono. Il tuo lavoro è riconosciuto.

Prenota breve call con il consulente ABH

Telefono o a scuola, in giornata. Nessun impegno. Ti richiamiamo entro [24 ore].

 Felice Pannone — fondatore, Svetatour · American Business Holiday